“Overthinking: come smettere di vivere nella testa e tornare nel mondo”.
- 7 lug 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 29 mar

L’overthinking, o "pensiero eccessivo", è una forma di rimuginazione mentale che si manifesta come un'attività cognitiva intensa, spesso incessante, orientata alla preoccupazione, all’analisi compulsiva e all’auto-sorveglianza.
Non è solo “pensare troppo”. È un continuo ripensare, senza che questo porti a una risoluzione o a una reale comprensione.
Da cosa è composto l’overthinking?
Possiamo scomporlo in due forme principali:
1. Ruminazione sul passato
"Perché ho detto quella cosa?", "E se avessi agito diversamente?", "Come ho potuto non accorgermene?"
È un ripensare alle situazioni vissute con il filtro del giudizio, della colpa o del rimorso. È statico, non genera azione ma solo malessere.
2. Preoccupazione per il futuro
"E se andrà male?", "E se non sarò all’altezza?", "E se mi giudicheranno?"
È una forma ansiosa di anticipazione, un tentativo fallace di controllare l’imprevedibile attraverso l’iper-analisi. Spesso in questa rientra anche la paura di prendere decisioni per paura di sbagliare o di pentirsi, analizzando e iper analizzando le alternative fini al blocco della scelta.
Cosa avviene nella mente?
L’overthinking è come un criceto nella ruota: tanta attività, nessun movimento reale.
Attiva circuiti cerebrali legati all’ansia (amigdala, corteccia prefrontale)
Riduce la capacità decisionale
Amplifica il senso di impotenza
Spesso è una difesa inconscia dal sentire profondo
Qual è la sua funzione psicologica profonda?
L’overthinking ha spesso una funzione protettiva: pensare molto tiene lontano dal sentire.
“Pensare troppo è spesso una forma di evitare di sentire troppo.” – Eckhart Tolle
È come se la mente dicesse: “se controllo abbastanza i pensieri, allora evito il dolore, l’incertezza, il fallimento, la vergogna”.
Come lo si può affrontare?
Ecco alcune direzioni terapeutiche ed esperienziali:
Dare forma narrativa al pensiero
scrivere trasforma il pensiero caotico in storia, quindi lo rende simbolico e più gestibile
Agire, anche imperfettamente
piccolo gesto concreto che interrompe il ciclo– azione > paralisi decisionale. (Pensa meno e fai di più!)
Accogliere l’incertezza
imparare a tollerare le frustrazioni se vuoi veramente avere un controllo sano.
“L’overthinking è come stare davanti a cento porte, controllare ognuna, ma non varcarne nessuna.”Il lavoro terapeutico diventa allora aiutare la persona a scegliere una porta, anche con il rischio dell’errore.





















Commenti