
“Overthinking: come smettere di vivere nella testa e tornare nel mondo”.
- nocitovalentina

- 7 lug 2025
- Tempo di lettura: 2 min
L’overthinking, o "pensiero eccessivo", è una forma di rimuginazione mentale che si manifesta come un'attività cognitiva intensa, spesso incessante, orientata alla preoccupazione, all’analisi compulsiva e all’auto-sorveglianza.
Non è solo “pensare troppo”. È un continuo ripensare, senza che questo porti a una risoluzione o a una reale comprensione.
🔍 Da cosa è composto l’overthinking?
Possiamo scomporlo in due forme principali:
1. Ruminazione sul passato
"Perché ho detto quella cosa?", "E se avessi agito diversamente?", "Come ho potuto non accorgermene?"
È un ripensare alle situazioni vissute con il filtro del giudizio, della colpa o del rimorso. È statico, non genera azione ma solo malessere.
2. Preoccupazione per il futuro
"E se andrà male?", "E se non sarò all’altezza?", "E se mi giudicheranno?"
È una forma ansiosa di anticipazione, un tentativo fallace di controllare l’imprevedibile attraverso l’iper-analisi. Spesso in questa rientra anche la paura di prendere decisioni per paura di sbagliare o di pentirsi, analizzando e iper analizzando le alternative fini al blocco della scelta.
🧠 Cosa avviene nella mente?
L’overthinking è come un criceto nella ruota: tanta attività, nessun movimento reale.
Attiva circuiti cerebrali legati all’ansia (amigdala, corteccia prefrontale)
Riduce la capacità decisionale
Amplifica il senso di impotenza
Spesso è una difesa inconscia dal sentire profondo
🧩 Qual è la sua funzione psicologica profonda?
L’overthinking ha spesso una funzione protettiva: pensare molto tiene lontano dal sentire.
“Pensare troppo è spesso una forma di evitare di sentire troppo.” – Eckhart Tolle
È come se la mente dicesse: “se controllo abbastanza i pensieri, allora evito il dolore, l’incertezza, il fallimento, la vergogna”.
🤯Come lo si può affrontare?
Ecco alcune direzioni terapeutiche ed esperienziali:
1. Dare forma narrativa al pensiero
– scrivere, raccontare, disegnare– trasforma il pensiero caotico in storia, quindi lo rende simbolico e più gestibile
Agire, anche imperfettamente
– piccolo gesto concreto che interrompe il ciclo– azione > paralisi decisionale
Accogliere l’incertezza
– imparare a convivere con l’ambiguità senza controllarla– lavoro profondo sul bisogno di sicurezza
“L’overthinking è come stare davanti a cento porte, controllare ognuna, ma non varcarne nessuna.”Il lavoro terapeutico diventa allora aiutare la persona a scegliere una porta, anche con il rischio dell’errore.
























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