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Anginofobia: la paura di soffocare che limita la libertà

  • Immagine del redattore: nocitovalentina
    nocitovalentina
  • 15 gen
  • Tempo di lettura: 2 min

L’anginofobia è una fobia specifica caratterizzata da una paura intensa e persistente di soffocare, di non riuscire a respirare o di morire per mancanza d’aria. Il termine deriva dal greco ánchein (stringere, soffocare) e phóbos (paura), e descrive un vissuto che può diventare estremamente invalidante nella quotidianità.

Chi soffre di anginofobia può temere situazioni molto diverse tra loro: mangiare determinati cibi, trovarsi in luoghi chiusi o affollati, avvertire sensazioni corporee come un nodo alla gola, un respiro corto o un battito accelerato. Spesso la paura non nasce da un pericolo reale, ma dall’interpretazione catastrofica delle sensazioni fisiche, che vengono vissute come segnali imminenti di soffocamento.

Come ricordava Ippocrate, padre della medicina:“È più importante sapere che tipo di persona ha una malattia, che sapere che tipo di malattia ha una persona.”Questo vale in modo particolare per le fobie: dietro il sintomo si nasconde sempre una storia personale, emotiva e relazionale.

I sintomi più comuni

L’anginofobia può manifestarsi attraverso:

  • sensazione di costrizione alla gola o al petto

  • difficoltà respiratoria percepita

  • tachicardia e vertigini

  • evitamento di situazioni considerate “rischiose”

  • forte ansia anticipatoria

Col tempo, l’evitamento può restringere progressivamente gli spazi di vita, alimentando un circolo vizioso di paura e controllo.

Come scriveva Soren Kierkegaard, filosofo dell’esistenza:“L’angoscia è la vertigine della libertà.” Nell’ anginofobia, la libertà viene messa in discussione proprio dal timore di perdere il controllo sul proprio corpo.

Tre consigli utili per affrontare l’anginofobia

1. Riconoscere e normalizzare le sensazioni corporee

Il primo passo è comprendere che molte sensazioni temute (respiro corto, nodo alla gola, tensione) sono risposte fisiologiche dell’ansia e non segnali di soffocamento reale. Dare un nome a ciò che accade riduce l’allarme interno e restituisce senso di padronanza.

Come affermava Spinoza:“Un’emozione che viene compresa cessa di essere passione.”

2. Ridurre l’evitamento gradualmente

Evitare rinforza la paura. Esporsi in modo graduale e guidato alle situazioni temute permette al sistema nervoso di apprendere che il pericolo immaginato non si verifica. La gradualità è fondamentale: non si tratta di forzarsi, ma di procedere con rispetto dei propri tempi.

3. Rivolgersi a un professionista

Un percorso di psicoterapia consente di lavorare non solo sul sintomo, ma anche sulle sue radici emotive e simboliche. Attraverso un lavoro personalizzato è possibile ridurre l’ansia, modificare i pensieri disfunzionali e recuperare fiducia nel proprio corpo.

Come ricordava Carl Gustav Jung:“Ciò a cui resisti persiste.”Affrontare la paura con l’aiuto giusto permette invece una trasformazione profonda.

Un supporto professionale a Pordenone

La psicologa psicoterapeuta Valentina Nocito, attiva a Pordenone, offre percorsi di sostegno e psicoterapia per i disturbi d’ansia e le fobie specifiche, aiutando le persone a ritrovare equilibrio, sicurezza e libertà nella propria vita quotidiana.

L’anginofobia non definisce chi sei: è un’esperienza che può essere compresa, attraversata e superata, quando viene ascoltata nel suo significato più profondo.

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