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Attacco di panico: quando un meccanismo di sopravvivenza ti fa temere di morire.

  • 29 gen
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 3 feb




La reazione del corpo all’attacco di panico: cosa succede davvero e perché non è pericoloso


L’attacco di panico è una delle esperienze psicofisiologiche più intense e fraintese. Chi lo vive ha spesso la sensazione imminente di perdere il controllo, svenire o morire. In realtà, come mostra chiaramente l’immagine, si tratta di una risposta fisiologica automatica a un falso allarme lanciato dal cervello.

Comprendere cosa accade nel corpo durante un attacco di panico è il primo passo per ridurre la paura della paura, elemento centrale nel mantenimento del disturbo.

“Non sono gli eventi a turbare gli uomini, ma le opinioni che essi hanno degli eventi”— Epitteto

Il cervello e il sistema nervoso: quando l’amigdala prende il comando


Durante un attacco di panico si verifica una iperattivazione dell’amigdala, una struttura del sistema limbico deputata alla rilevazione del pericolo. L’amigdala non ragiona: reagisce. Il suo linguaggio è binario — minaccia o sicurezza.

In assenza di un pericolo reale, il cervello attiva comunque la risposta di “combatti o fuggi”, tipica del sistema nervoso simpatico, accompagnata da una vera e propria tempesta ormonale:

  • adrenalina

  • noradrenalina

  • cortisolo


Cuore e polmoni: tachicardia e iperventilazione

Uno dei sintomi più spaventosi dell’attacco di panico riguarda il sistema cardiopolmonare.

Tachicardia

Il cuore accelera per pompare più sangue ai muscoli. Non è un infarto, ma un cuore che sta funzionando troppo bene.

Iperventilazione

Il respiro diventa rapido e superficiale, causando un’alterazione dei livelli di anidride carbonica nel sangue. Questo spiega sintomi come:

  • senso di testa leggera

  • derealizzazione

  • formicolii

  • sensazione di “aria che non basta”


Muscoli e sensazioni fisiche: un corpo pronto a sopravvivere


Il terzo livello mostrato nell’immagine riguarda le manifestazioni corporee periferiche, spesso interpretate come segnali di grave malattia.

  • Tensione muscolare: il corpo si irrigidisce per difendersi

  • Vasocostrizione periferica: il sangue viene dirottato verso gli organi vitali, causando formicolio o mani fredde

  • Sudorazione fredda: meccanismo di raffreddamento e attivazione


Queste sensazioni sono spiacevoli, ma non pericolose. Nessuno è mai svenuto per un attacco di panico: la pressione arteriosa tende ad aumentare, non a diminuire.


Il corpo non è in pericolo.È il cervello ad aver attivato un allarme per errore.

Come scriveva Viktor Frankl:

“Tra lo stimolo e la risposta c’è uno spazio. In quello spazio risiede la nostra libertà.”

Anche se in quel momento temi di morire, in realtà durante un attacco di panico il tuo cervello sta funzionando in modalità sopravvivenza. Chiederti perché sia accaduto non ti aiuta piuttosto presta attenzione a ciò che fai o non fai a seguito dell’attacco di panico perché questo può fare la differenza affinché possa rimanere un episodio singolo, oppure mediante attenzione, evitamenti preventivi o preoccupazioni e controllo delle sensazioni del corpo possa diventare un disturbo e non sottovalutare l’importanza di chiedere aiuto ad un professionista. La terapia lavora proprio su quello spazio.



E' utile ricordare che la sola conoscenza ed informazione può non bastare e mai sottovalutare l'importanza di parlare con un professionista che mediante specifiche tecniche e manovre terapeutiche possa lavorare per scardinare la trappola della paura della paura.

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